Parliamo di IVA (via buraku)
Si va bene, d’accordo. Se partiamo pero’ dal presupposto che uno Stato (minimo) sia (purtroppo) necessario per un sacco di motivi che non sto qui, allora per alimentarlo molto meglio il balzello indiretto sui consumi che i “pizzi” mafiosi a tutti gli effetti sul patrimonio o sul reddito.
(via abr)
Non sono d’accordo: le tasse indirette sono secondo me molto più ingiuste. Posso capire il pagare una tassa se guadagno, ma pagare perchè sto spendendo dei soldi (già tassati in precedenza per altro) è intrinsicamente ridicolo. Inoltre le tasse indirette finiscono col mimetizzarsi con il risultato che la maggior parte della gente semplicemente non si accorge nemmeno di pagare una tassa. Quanti fumatori sanno quanto costa realemente un pacchetto di sigarette senza i sovraprezzi di stato? Quanti sanno quanto costa realemente la benzina senza accise?
(via ilgobbomalefico)
Mah, non mi pare: le tasse dirette sono sul “reddito” non sul “guadagno” (non tengono conto se non figurativamente delle spese per generare il reddito). Che dire poi del PIZZO, le imposte sul patrimonio: come si fa a sostenere che il risparmio, la casa o anche un diamante, sarebbero un “guadagno”? Casomai una spesa! Dato che una tassa deve pur esserci (purtroppo), se lo Stato fosse davvero minimo la migliore sarebbe proprio quella che non ci s’accorge di pagare (non si pagherebbe doppio se, nei sogni, fosse eliminata quella sul reddito e sul patrimonio). Lo Stato alimentato solo dalle transazioni commerciali: equo e progressivo (meno hai meno transi meno paghi tasse), antievasione (nulla sfugge), pro investimenti produttivi. Comunque, solo tanta bella teoria purtroppo.