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Come il movimento libertario dice da ormai tre anni, la politica italiana è sempre uguale a se stessa ed è sempre tesa a rubare quanto più possibile dalle tasche degli italiani.
Non sembra fare eccezione il governo Berlusconi, che dopo una campagna elettorale incentrata sulla diminuzione della pressione fiscale e su promesse di non mettere le mani in tasca ai cittadini, in sei mesi vara prima la comica Robin Tax, sugli “extraprofitti” dei petrolieri. Tassa di origine Marxista, visto che il termine “extraprofitto” assomiglia tanto al “plusvalore” del vecchio Carl, tassa completamente stupida in quanto appena dopo averla varata il petrolio è crollato, e l’altra categoria che doveva essere colpita (le banche), è stata invece sussidiata a causa della crisi.
Non pago di questa escursione nel beato mondo del furto e dell’estorsione, il governo ha varato un pacchetto anti-crisi, dove tra le altre proposte c’è il raddoppio dell’ IVA sulle TV a pagamento. Interessantissima la teoria tutta Tremontiana per cui in tempo di crisi, invece di cominciare a rubare di meno, la soluzione sarebbe l’aumento della tassazione.
Due nuove tasse nel giro di sei mesi, a fronte solamente dell’eliminazione dell’ICI. Peraltro parziale. Davvero niente male per dei sedicenti liberal
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La parte sana della città (via ilgobbomalefico)
Due osservazioni, anzi tre:
- a onor del vero è falso sostenere che “la campagna elettorale (sia stata) incentrata sulla diminuzione della pressione fiscale”: si ricorderà l’inedita prudenza del Cav. sui tagli che non si potevan fare, almeno subito. Altra cosa è “non mettere le mani nelle tasche” (e ai petrolieri o alle tv nessuno promise niente).
- “Davvero niente male per dei sedicenti liberal”: liberal si traduce “progressista”. Senza volerlo l’autore dà un esempio di eterogenesi dei fini: cosa vuoi di più da un governo “liberal” per davvero, che a più riprese s’è dichiarato “socialista” (Brunetta), “di sinistra” (Gelmini etc.), “sociale” (Sacconi)?
Un’ ultima nota riguardo alla “parte sana della città”: agli albori fui da buon identitario un fautore dei “quartieri” in Tqv, ben sapendo che ogni città si caratterizza per la Piazza dove ci si incontra più che per i ghetti o i “condomini bene”. Vedi esperimenti falliti degli “others”.