Salutiamo, augurandogli sinceramente buon lavoro, la partenza per il Guatemala di un Antonio Ingroia sobrio come non mai (Corriere. It-video), magistrato esemplare che ha immancabilmente seguito nei dibattimenti lo sviluppo delle indagini che ha svolto. Uomo dal profilo giudiziariamente alto, cui sempre ha fatto da contraltare un calore mediatico dal quale non ha fatto altro che rifuggire. Esempio di investigatore, di accertatore implacabile delle affermazioni dei pentiti, colonna della giurisdizione, raddrizzatore di democrazie distorte, rieducatore di menti e di sentimenti, lanciatore di mani, mai dimentico di quanto sia vile, dopo, nascondere il sasso. Salutiamo il dottor Ingroia col sollievo di chi ha ascoltato le sue parole alla vigilia della partenza: “Non è un addio il mio (hic!),bensì un arrivederci”. Già lo aspettiamo a casa, quindi, e che ritorni prima di vent’anni, mi raccomando, altrimenti sai che lavata di capo gli fa la grande Gabanelli.