Grazie a Wilders, l’Olanda ha iniziato a introdurre l’apprendimento della lingua per gli immigrati, ponendo fine alla ghettizzazione culturale. Inoltre, il governo ha rivisto gli speciali sussidi concessi agli immigrati musulmani, con cui vivevano a spese dello stato. Sempre Wilders ha fatto varare norme (approvate lo scorso marzo) contro il fenomeno dei matrimoni forzati, uno dei cavalli di troia della condizione minoritaria islamica in Europa. E come se non bastasse, l’Olanda è appena diventato uno dei pochi paesi, assieme alla Francia, ad aver messo fuori legge in pubblico il burqa, uno dei simboli della sottomissione della donna nell’islam. Dopo che i magistrati lo hanno liberato dall’epiteto di “seminatore d’odio” e archiviata la vittoria contro l’ideologia multiculturale, il ruolo di cura-choc per l’Olanda svolto da Wilders viene meno. Il bestione biondo perde popolarità, con grande felicità del giornalista collettivo, ma le sue idee sono diventate sempre più mainstream.