Tirando le somme lo spot della tassa sul lusso si è trasformata in un boomerang, bruciando più “crescita” (posti di lovoro) dei pochi euro che ha fatto incassare. Appena il 23% di quanto preventivato. Infatti a inizio anno i tecnici della Ragioneria general dello Stato aveva stimato di poter far conto su un incasso complessivo di 387 milioni. Al momento ne sono arrivati soltanto 92,3 (il 23%).
Il grido unanime invece di “sono dei pirla” è, colpa degli EVASORIIII.Barche fantasma - Secondo l’Osservatorio nautico nazionale le presenze di barche nei porti italiani nel mese di luglio sono diminuite del 26% per i posti stanziali e addirittura del 33% per quelli in transito. Al 31 maggio - scadenza di versamento della nuova imposta - lo Stato avrebbe dovuto incassare 155 milioni. Ma secondo gli ultimi dati disponibili ne sono stati pagati appena 23,5.
Aerei scomparsi - Alla Ragioneria avevano messo a bilancio che con l’imposta sulle ali dei ricconi si sarebbero incassati ben 85 milioni. Sapete come è finita? Che a luglio l’imposta sui mezzi aerei privati ha fruttato la risibile cifra di 2 milioni di euro. Forse i ricconi saranno volati verso scali e Paesi meno avidi.
Macchinoni “out” - Se è possibile spostare l’ancora in Croazia o Francia, evitare le ganasce fiscali per il jet intestandolo ad una holding estera, più complicato glissare sul superbollo che da quest’anno - per chi ha una vettura oltre 185 cavalli fiscali - è moltiplicato. In questo caso l’incasso per l’erario è stato di 67 milioni, peccato che a via XX Settembre aspettavano un bonifico compressivo di oltre 147 milioni.
Monti tassa il lusso e l’Italia ci rimette
L’Italia, terra del design, del bel vivere e della “qualità” che tassa il lusso. E’ come se la Germania aumentasse la pressione fiscale sulla meccanica, gli Usa sull’High tech o la Cina inasprisse i controlli sulle copie illegali. Dice che i politici so’ scemi ma ‘sti tecnici so’ scemi più scemi. Confermano l’esperienza diretta che rasenta lo zero sulle capacità dei prof. universitari.