La regola dei 20 anni è quella secondo cui la sinistra post comunista italiana riconosce, 20 anni dopo, che avevano ragione quegli altri. La regola prevede, inoltre, come elemento fondamentale la creazione fittizia di una grottesca linea di continuità tra le posizioni tragiche e sbagliate di allora e la nuova e improvvisa consapevolezza liberale. Questo percorso retorico e politico consente di cambiare, in ritardo, una posizione ideologica che non sta in piedi da almeno due decenni senza pagare pegno alcuno, anzi garantisce e rafforza la possibilità di continuare a dire che gli avversari avevano e hanno comunque torto. La regola dei 20 anni è una raffinata tattica politica che può e deve contare su un’egemonia culturale senza precedenti. Bravi, ovviamente. Ma è una barzelletta