Coloro che hanno concepito i trattati di Maastricht e di Lisbona erano consapevoli della perdita di credibilità europea di fronte ai propri cittadini. “Tuttavia, erano membri di una nuova classe politica transnazionale, ben retribuita nella vita professionale e dipendente dagli apparati europei per i propri privilegi. Tale classe politica forma parte dell’economia globale. Si relaziona con maggiore facilità con il settore delle aziende multinazionali che con le collettività locali, intrattiene rapporti con le élite di altri luoghi e ricopre senza attriti gli incarichi artificiali creati all’interno dell’Ue”.
(Rogesr Scruton)