L’Agenzia delle entrate, riporta oggi La Stampa, ha spedito a 300 mila contribuenti una lettera in cui fa sapere di «aver rilevato spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati», avvertendo che non è dovuta alcuna risposta alla missiva, ma che nel caso il contribuente «non fosse in grado di dimostrare la compatibilità delle spese sostenute con il reddito dichiarato, l’Agenzia delle entrate potrà procedere all’accertamento sintetico del reddito complessivo». Ma no, non è una lettera minatoria, non sono metodi mafiosi.
Non sono metodi mafiosi | Adelfo
Il nuovo metodo Iniquitalia: dal cabaret mediatico e la “sana paura” alla intimidazione mafiosa, con successiva pesca a strascico.