Abr's No Comment

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May 2008

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60 ANNI DI LUOGHI COMUNI
“Uno dei momenti più alti del film [Divo, ndr] è la scena in cui Scalfari intervista Andreotti su un tema di «natura filosofica», il «caso». E gli domanda se «è un caso» che il suo nome sia finito in tutte le vicende più oscure, nelle trame più intricate e nei delitti più orrendi della storia repubblicana.
Andreotti lo guarda impassibile e poi gli risponde, gelido: «E’ un caso che io abbia salvato il suo giornale da Berlusconi, consentendole la libertà di venire qui e di farmi domande così insolenti, con un tono così arrogante?» «Ma la storia è più complessa», replica uno Scalfari imbarazzato.
E Andreotti giganteggia: «Ecco, vedo che ha capito da solo. Anche la mia storia è complessa, come la sua…»

E’ da qui, forse, che dovrebbe partire un film su Giulio Andreotti, sul ceto politico della Prima Repubblica e in definitiva su 60 anni della storia italiana.
Ma, per farlo, non basta la cifra stilistica, pur egregia, di Sorrentino. Ci vorrebbe anche del coraggio. Il coraggio di navigare controcorrente, sganciandosi dall’aneddotica e dai luoghi comuni”.

”
—La Storia Nascosta - di Giovanni Fasanella
May 27, 2008
A str..zo, str..zo e mezzo → corriere.it
May 27, 2008
May 27, 20086 notes
“Per meglio comprendere il ricompattamento della sinistra attorno al fronte del no (al nucleare, al ponte sullo Stretto eccetera) leggere i giornali di trenta o quaranta o cinquant’anni fa è forse ancor più utile che leggere quelli di stamattina.
Perché si cita e ricita il nucleare, ma parrebbe un pazzo chi dicesse che la sinistra italiana era anche contro la televisione, contro l’automobile, contro la metropolitana, contro i grattacieli, contro i ponti e i sottopassaggi, contro l’alta velocità in ogni sua forma, contro i computer, contro l’automazione del lavoro, contro il part-time, contro tutto ciò che si è rivelato causa e conseguenza della modernizzazione del Paese: e stiamo parlando, ricordiamolo sempre, di una forza che ha sempre amato definirsi «progressista» per quanto non abbia risparmiato ostilità rivolte contro tutto ciò che è stato via via ricondotto alla società dei consumi”.”
—Filippo Facci via LE GUERRE CIVILI
May 27, 2008
May 27, 20084 notes
“350 milioni sono il costo che ogni anno la collettività paga per mantenere in servizio gli oltre 11.700 netturbini impiegati in Campania, così come documentato nell’ultimo piano rifiuti presentato a fine 2007. Più o meno quanto perde Alitalia.” —F.Pavesi per il Sole24ore
May 27, 2008
“Bonus malus bebè
Time limited offer, solo per chi ha perso il figlio (unico) sotto le macerie del terremoto: “permesso speciale in Cina per un secondo bebè”.”
—from Die Welt, via Dagospia.com
May 27, 2008
May 27, 20083 notes
May 26, 2008
May 26, 20089 notes
May 26, 2008
Pigneto: nessun raid xenofobo  → dagospia.excite.it

Collezioni Primavera-Estate del mainstream progressive chic, è di gran moda il “raid xenofobo”:
“Non ci sarebbe nessun movente politico dietro al raid avvenuto ieri sera al Pigneto a Roma. Secondo quanto emerge dalla ricostruzione della Questura il raid è avvenuto dopo uno strano episodio verificatosi ieri mattina nel negozio di alimentari di un indiano regolarmente in Italia, prima vittima degli aggressori”. 

May 26, 2008
May 26, 2008
Bin Laden sul K2 → corriere.it

A tradirlo il suo ultimo messaggio, in cui lo si sente distintamente sussurrare: “Altissima, purissima, levissima!”

May 26, 2008
Pane al pane → lastampa.it

“Sfugge, malafede o insipienza, che la situazione, incancrenita per una paralisi decisionale durata troppo a lungo, esige interventi severi e risolutivi”.

May 25, 2008
May 25, 20085 notes
Sono i soliti "pieni di idee"

Si legge su un post risalente a gennaio e da alcuni ripescato oggi che di nucleare si torna a parlare: “La possibilità di abbandonare il petrolio e ottenere buona parte dell’energia elettrica dal Sole c’è, quello che manca è la volontà politica a livello mondiale. Lo sostiene la rivista americana Scientific American, che ha elaborato un “grande piano solare” con cui sarebbe teoricamente possibile produrre il 69% dell’energia elettrica di un grande Paese come gli Usa soltanto utilizzando il Sole e a costi competitivi con quelli attuali.”

Allora uno va a leggersi l’articolo di Scientific American citato, risalente a settembre 2007, e si accorge che racconta UNA STORIA BEN DIVERSA.

Innanzitutto S.A. non elabora una fava di “grande piano solare”, semplicemente riporta le visioni di un paio di società private che investono nel solare, affiancate, stile anglosassone, dai “concern” di esperti (*). Aldilà degli “hype” in traduzione (forse non leggono bene l’inglese): altro che “volontà politica” o diabbolico complotto, sul solare si sta lavorando sodo (come su tutto, visti i prezzi del greggio), ma ci vorrà ancora del bel tempo e non è ancora escluso che ci siano limitazioni intrinseche.

Il fatto è che, nel mondo “fatto di abitudini” degli ingegneri e diversamente da quello degli idealisti (= pieni di idee oltre che di qualcos’altro), le soluzioni vanno testate e implementate oltre che immaginate.

(*): In sintesi, il costo del solare sarà paragonabile (non inferiore) a quello dell’energia prodotta da combustibili fossili solo se si ipotizza nel futuro una “Pollution Tax”.
Inoltre estendere la potenza delle centrali solari presuppone risolvere il problema dell’immagazzinamento dell’energia: sinora esistono solo ipotesi mai testate e di cui non si conoscono i costi.
In ogni caso per arrivare al “No carbon” in Usa, “basterebbe” un quadrato di 92 miglia per 92 miglia di parabole solari concentrate: più o meno tutta la Sicilia.

May 24, 2008
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May 23, 2008
May 23, 20089 notes
I limiti dello sviluppo → ponteweb.it

Tutta da leggere questa ottima descrizione -ricostruzione trent’anni dopo della più grande bufala sc-sc-scientifica del Novecento, Vangelo mai sepolto dell’ego-logismo dell’Inviluppo ancora vivo e vegeto.
Correva l’anno 1971, la chiamarono “I limiti dello sviluppo”, risultò “la più popolare e sbagliata analisi sui destini del mondo” prima del Global Warming, degna compagna del “Nuclear Winter” di Carl Sagan.

Un solo fatto importante da sapere non viene menzionato: i dati furono elaborati usando un sistema di simulazione “Word3” sviluppato nel’70 in Fortran90 … e non aggiungo altro.

L’onesta ricostruzione qui fatta ridà dignità al lavoro degli studiosi, ma conclude: L’impressione che si sia trattato di “previsioni errate” è forse derivata dal fatto che alcuni divulgatori del rapporto del Club di Roma si sono limitati a diffondere i risultati del primo diagramma, facendo apparire come previsioni i periodi di esaurimento delle risorse, che invece ne rapresentavano le ipotesi di partenza.
Come sempre non serve che la scienza canni, bastano e avanzano gli orecchianti che ne vorrebbero “usare” i risultati senza saperli leggere.

May 23, 2008
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