Abr's No Comment

the right to be let alone - the most comprehensive of rights and the right most valued by civilized men

3 notes

giuliano ferrara ‏@ferrarailgrasso
E’ il contrario di Crozza, se lo contestano migliora, non piagnucola #vivaquestorenzi
concordo col ciccione

2 notes

Mario Adinolfi ‏@marioadinolfi 14 min
Ballarò, Floris (…) Il paese reale vede la Juve

Ah beh, il “paese reale”.

E c’è anche il paese che non regge a menarselo nell’attesa che riuscissero a spezzare le reni al Malmoe (per quelle robe lì ci sono già i granpremi f1): per loro c’è il canale 205, dove gustare il gol di Immobile, quello del Balo, le evoluzioni del Real dell’Ancello etc.etc.  

1 note

Spinoza LIVE @LiveSpinoza ·
Pensate a quanti orsi si potrebbero anestetizzare con gli interventi di Scalfari. [@MisterDonnie13] #dimartedì

2 notes

@lucadegennaro ·
Contromossa per @La7: la prossima puntata #DiMartedì mettetela gratis su Itunes, come gli U2.

2 notes

lasoncini ‏@lasoncini
Giannini, guardami: non lo devi interrompere. è un monologo comico, non un’intervista. è Benigni, non un sottosegretario.
guardami: ‘na parola  ….

4 notes

supercazzolaprematurata:

Articolo Fondamentale – Lettera
ad un Amico Immaginario: l’uscita
dall’Euro e’ questione essenziale
(a breve sara’ questione di mera
sopravvivenza)
[..] L’Euro non e’ un problema come i tanti altri che ha l’Italia. Non e’ neanche un problemuccio minore, o come una questione in cui non si puo’ aver un opinione. L’euro e’ un problema fondamentale per l’Italia e per l’intero continente. L’attuale costruzione provoca (inevitabilmente) un impoverimento complessivo continentale, con effetti maggiori nelle nazioni piu’ deboli. La non risoluzione di questa questione, semplicemente portera’ al proseguimento di tale impoverimento. La costruzione saltera’ inevitabilmente prima o poi, e questo non lo dico io, ma l’hanno previsto menti eccezionali gia’ decenni fa. Uscire dall’euro e’ la premessa per poter agire su tutti gli storici mali di cui soffre la nazione, e non un alibi per non affrontarli. Uscire dall’euro e’ interesse ben preciso delle classi popolari e borghesi lavoratrici, nonche’ della sterminata massa di piccoli e medi imprenditori, e non delle categorie parassitarie, dirigenti, sindacali, bancarie e corporative (non casualmente schierate al 100% in difesa del feticcio). [..]
Caro ABR, se hai tempo, leggi qui: http://www.rischiocalcolato.it/2014/09/articolo-fondamentale-lettera-ad-un-amico-immaginario-luscita-dalleuro-e-questione-essenziale-a-breve-sara-questione-di-mera-sopravvivenza-2.html

Rispondo a gentile richiesta. Grazie per l’invito ma RC - che seguo sempre  -  trovo abbia perduto da tempo la lucidità che servirebbe su questi argomenti (secondo lui era bancarotta da un anno macheddico tre. RC è come i preti: non leggerlo è un errore ma prenderlo alla lettera è peggio).  
La mia posizione, ribadisco, non è che certe cose come l’euro siano belle o brutte, ma che sia infantile pensare di tornare indietro: il tempo ha un verso che non si inverte. La lira come ce la ricordiamo non torna in vita perché non è più quell’Italia là; credere di tornare agli anni del boom ritornando alla lira è come quelle vecchie che si tirano la pelle per tornare giovani. 
E poi scusa, ma proprio tu! T’ho criticato per quel tuo non immotivato ma assolutorio (per la ggente) “politici italiani tutti corrotti”, e vorresti RESTITUIRE PROPRIO A LORO le chiavi della cassaforte?!?!???!!!???!! Son proprio loro mica i tedeschi che han creato il 130% di debito sul pil!  
Ameno che uno non sia così boing da credere al mantra prima sinistro ora grullo che è solo questione di persone, “basta” votare  ”il partito degli onesti”? o era quello dei giudici?  
Dice, ma la crescita? Ti sei bevuto che si fa solo con l’export, a mo’ di Bangla Desh o Vietnam? O che l’inflazione incentiva la crescita perché con essa risparmiare è un po’ come morire e quindi tutti correno a spendere? 
E’ ora di smetterla di credere alle storielle e alle scorciatoie al duro lavoro sui fondamentali economico sociali, please. Esattamente come non ci sono “idee geniali” che possano esimere chiunque , persino un ereditiere o Steve Jobs, dallo sbattersi come un dannato tutti i santi giorni. 

supercazzolaprematurata:

Articolo Fondamentale – Lettera

ad un Amico Immaginario: l’uscita

dall’Euro e’ questione essenziale

(a breve sara’ questione di mera

sopravvivenza)

[..] L’Euro non e’ un problema come i tanti altri che ha l’Italia. Non e’ neanche un problemuccio minore, o come una questione in cui non si puo’ aver un opinione. L’euro e’ un problema fondamentale per l’Italia e per l’intero continente. L’attuale costruzione provoca (inevitabilmente) un impoverimento complessivo continentale, con effetti maggiori nelle nazioni piu’ deboli. La non risoluzione di questa questione, semplicemente portera’ al proseguimento di tale impoverimento. La costruzione saltera’ inevitabilmente prima o poi, e questo non lo dico io, ma l’hanno previsto menti eccezionali gia’ decenni fa. Uscire dall’euro e’ la premessa per poter agire su tutti gli storici mali di cui soffre la nazione, e non un alibi per non affrontarli. Uscire dall’euro e’ interesse ben preciso delle classi popolari e borghesi lavoratrici, nonche’ della sterminata massa di piccoli e medi imprenditori, e non delle categorie parassitarie, dirigenti, sindacali, bancarie e corporative (non casualmente schierate al 100% in difesa del feticcio). [..]

Caro ABR, se hai tempo, leggi qui: http://www.rischiocalcolato.it/2014/09/articolo-fondamentale-lettera-ad-un-amico-immaginario-luscita-dalleuro-e-questione-essenziale-a-breve-sara-questione-di-mera-sopravvivenza-2.html

Rispondo a gentile richiesta. Grazie per l’invito ma RC - che seguo sempre  -  trovo abbia perduto da tempo la lucidità che servirebbe su questi argomenti (secondo lui era bancarotta da un anno macheddico tre. RC è come i preti: non leggerlo è un errore ma prenderlo alla lettera è peggio).  

La mia posizione, ribadisco, non è che certe cose come l’euro siano belle o brutte, ma che sia infantile pensare di tornare indietro: il tempo ha un verso che non si inverte. La lira come ce la ricordiamo non torna in vita perché non è più quell’Italia là; credere di tornare agli anni del boom ritornando alla lira è come quelle vecchie che si tirano la pelle per tornare giovani. 

E poi scusa, ma proprio tu! T’ho criticato per quel tuo non immotivato ma assolutorio (per la ggente) “politici italiani tutti corrotti”, e vorresti RESTITUIRE PROPRIO A LORO le chiavi della cassaforte?!?!???!!!???!! Son proprio loro mica i tedeschi che han creato il 130% di debito sul pil!  

Ameno che uno non sia così boing da credere al mantra prima sinistro ora grullo che è solo questione di persone, “basta” votare  ”il partito degli onesti”? o era quello dei giudici?  

Dice, ma la crescita? Ti sei bevuto che si fa solo con l’export, a mo’ di Bangla Desh o Vietnam? O che l’inflazione incentiva la crescita perché con essa risparmiare è un po’ come morire e quindi tutti correno a spendere?

E’ ora di smetterla di credere alle storielle e alle scorciatoie al duro lavoro sui fondamentali economico sociali, please. Esattamente come non ci sono “idee geniali” che possano esimere chiunque , persino un ereditiere o Steve Jobs, dallo sbattersi come un dannato tutti i santi giorni. 

3 notes

Sept 17 (Reuters) - Russia and Egypt have reached a preliminary deal for Cairo to buy arms worth $3.5 billion from Moscow, Interfax news agency quoted the head of a Russian state arms agency as saying on Wednesday.
Russia, the world’s second-largest arms exporter, has sought to boost its military ties with Egypt after relations between Cairo and its long-standing ally Washington soured, causing some defense cooperation between the two countries to be frozen.

http://www.jpost.com/Breaking-News/Russia-Egypt-seal-preliminary-arms-deal-worth-35-billion-375611

L’Egitto stacca un ordinino da 3,5 miliardi a Putin, manco fossimo tornati a  Nasser negli anni Sessanta. Una notizia sottotraccia, che da sola spiega in solido il colossale fallimento mediorientale di Obama e delle sue Primavere.

Macché coalizione anti ISIS, grazie a Obama e ai suoi dilettanti allo sbaraglio come Kerry e Hillary, la chiave di volta nel M.O. è tornata ad essere la Russia, che ha mantenuto in vita il regime siriano contro i ribelli “primaverili” fomentati dai turchi, rafforza l’Egitto e lo avvicina a Israele.