Abr's No Comment

the right to be let alone - the most comprehensive of rights and the right most valued by civilized men

0 notes

The Israeli-made Hermes 450 drone downed by Iran over Natanz (nuclear plant) took off from Nakhchivan-Azerbaijan.
The drones measure radioactive levels, data for the accurate calculation of the progress of Iran’s uranium enrichment program.
Iran has tried for two years to down these drones – without success, with this week’s incident providing a notable exception. (…) last Saturday, the Iranians shot down the Hermes by means of an anti-air missile ambush (…). Indeed, the drone was already 300 km inside Iranian airspace from Nakhchivan before it was detected.
http://debka.com/article/24221/The-Israeli-made-Hermes-450-drone-downed-by-Iran-over-Natanz-took-off-from-Azerbaijan

0 notes

A wide-reaching Egyptian military hunt is on across northern and central Sinai for intruding Hamas and Islamic Jihad rocket squads and the launching sites they have buried beneath the desert surface, according to DEBKAfile’s exclusive military and counterterrorism sources.
(…) Hamas and Jihad secretly moved rocket teams across the border into Egyptian Sinai. They plan to use them as a second front for resuming rocket fire on Israel. (…)
It is now feared in Cairo that Hamas will (…) activate the covert rocket gangs in Sinai for a resumed barrage against Israel – only this time it will be launched from Egyptian soil. Hamas’ Gaza command will then be able to deny responsibility and Israel’s hands will be tied for hitting back.
http://debka.com/article/24235/Egyptian-troops-hunt-Hamas-Islamic-Jihad-rocket-gangs-loose-in-Sinai-Palestinians-stall-on-truce-talks

2 notes

Oggi siamo in una situazione apparentemente paradossale ma facilmente spiegabile. Esiste una enorme inflazione monetaria (aumento dell’offerta di moneta) collocata tra le banche centrali ed il sistema bancario privato, grazie ai vari programmi di stimolo monetario in USA (TARP, TALF, Twist, QE), in Giappone (QE), in Gran Bretagna (QE) ed in Europa (LTRO 1 e 2 e recentemente TLTRO).
Questa inflazione monetaria sta gonfiando i bilanci delle banche centrali (ricordiamo che la moneta è debito emesso dalla banca centrale) e delle banche private, che reinvestono la nuova liquidità ricevuta dalle banche centrali in titoli di stato (…)
Nonostante i tentativi delle autorità monetarie la nuova moneta non entrerà mai nella cd economia reale perché per le banche è molto meno rischioso investire in titoli di stato a rendimento certo oramai privo di rischio (perché nessun default pubblico (…) verrà mai accettato).
La deflazione quindi non è il risultato di minori consumi ma della nulla attitudine al rischio delle banche (…). la deflazione determina il fallimento di tutte quelle attività economiche (…) che si sono tenute in piedi grazie al credito facile degli ultimi 40 anni. Quando i prezzi dei beni di consumo scendono infatti i margini aziendali si comprimono, ma le imprese che non ce la fanno sono quelle con strutture di bilancio esasperatamente indebitate, mentre le aziende più efficienti non sono penalizzate da questi movimenti al ribasso.
Ci sarà un momento in cui i consumatori giudicheranno i prezzi di mercato congrui ed arresteranno il processo di discesa degli stessi tornando ad acquistare. Se però le aziende inefficienti (e gli stati) non vengono fatte fallire, fallisce tutto il sistema.

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/conti-che-non-tornano-tutti-giornali-spaventare-gente-83714.htm

bravo dagoreport, pura scuola austriaca.

Da bravi keynesiani statalisti, tutti i canali mainstream ci stanno convincendo che la deflazione è “morbus gravis”, in realtà lo è solo per le burocrazie che incassano meno tasse e per i privati indebitati e decotti. E’ come la febbre, segnala che l’organismo sta reagendo DA SOLO al virus (invisible hand? Si, anche se preferiremmo chiamarle regole: come tutte le regole sono buone per chi le sa e cattive per chi non le sa o pensa di non doverle rispettare).

22 notes

Il problema non è questo, ma che se voglio in due settimane prendo Kiev.

Vladimir Putin a Barroso, il quale gli chiedeva conto dei militari sconfinati in Ucraina (viaRepubblica.it)

__________________

Prende Kiev e nessuno in Europa ha nè la volontà, nè la forza per fermarlo.

(via toscanoirriverente)

La volontà (tedesca) ci sarebbe anche, con tutto lo shale gas che ci sta sotto l’Ucraina; peccato manchi la forza  … Restano i perepepè (Mogherini stai pronta) e le sanzioni, per lo più autoinculanti. Grande Putin a lasciar Barroso, uno che personalmente non conta più un kazoo, in mutande. Sempre sia vera (di Rep. mi fido il giusto).

(Source: iceageiscoming, via toscanoirriverente)

21 notes

L’effetto più evidente che un regime dittatoriale controlli tutti i media interni e sia impermeabile a quelli esterni: in Corea del Nord ignorano chi siano in realtà Razzi e Salvini.

3nding (via 3nding)

Ergo ora Salvini & Razzi rappresentano l’italiano medio

(via fabforgottennobility)

La paura, il terrore che hanno che qualcuno li confonda con qualche altro italico: molto patriottica, molto piccolo borghese non-facciamoci-riconoscere. Schifo peraltro degno del miglior leghista delle alte valli bergamasche … 

(via fabforgottennobility)

5 notes

(…) Abbandonando al proprio destino l’Irak, appoggiando le primavere arabe dei fratelli Musulmani e puntando sull’Ucraina per indebolire la Russia di Vladimir Putin (Barack Obama) ha messo insieme una matassa d’errori impossibile da districare.
I semplici palliativi come le armi ai curdi e la formazione di una vasta coalizione (…) non bastano più. Per non venir ricordato come il presidente responsabile dell’ascesa dello Stato Islamico in Medio Oriente e in Africa Settentrionale ha bisogno innanzitutto di una nuova visione politica di largo respiro. E per molti versi «rivoluzionaria». Eccone i dieci possibili punti chiave.

1) IRAK, RITORNO AL PASSATO
In Irak, tra il 2006 e il 2009, il generale David Petraeus vinse la guerra ad Al Qaida riconquistando la fiducia delle tribù sunnite e affidando alle forze speciali l’eliminazione dei capi terroristi. Sheikh Ali Hatem al-Suleiman, emiro della più larga tribù sunnita si è già rivolto all’amministrazione Obama per offrire la propria collaborazione contro l’Isis, ma non ha finora ricevuto risposta. Washington potrebbe riallacciare i contatti e rilanciare una strategia simile a quella utilizzata da Petraeus.

2) ACCORDI CON TEHERAN E UN UOMO FORTE A BAGDAD

3) INTESA REGIONALE CON IRAN E SAUDITI

4) RIDIMENSIONARE ERDOGAN
La Turchia di Erdogan, nonostante l’appartenenza alla Nato, ha garantito ospitalità e libero transito ai terroristi dell’Isis diretti in Siria. Tra le file dell’Isis combattono centinaia di jihadisti turchi. Il greggio dei pozzi siriani controllati dall’Isis viene venduto in Turchia. (…)

5) ISOLARE IL QATAR
Gli appoggi finanziari destinati all’Isis transitano dal Kuwait e dal Qatar. Il Qatar ha dirottato ai capi militari dell’Isis molti degli aiuti destinati ai ribelli siriani. (…)

6) RIALLACCIARE I RAPPORTI CON DAMASCO

7) CHIUDERE IL GRANDE ARSENALE LIBICO
Dopo i recenti successi delle milizie islamiste, la Libia è la grande retrovia dei terroristi islamici attivi in Egitto. Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi sono intervenuti con i propri aerei per bombardare le postazioni jihadiste. Stati Uniti, Nato ed Europa sono rimasti per ora a guardare.

8) ARGINARE L’ASCESA DELL’ISIS IN LIBANO
Tra il milione e 200mila rifugiati siriani presenti in Libano si nascondono migliaia di jihadisti legati ad Al Qaida e all’Isis.

9) CONVINCERE ISRAELE A RIPULIRE IL GOLAN
Le pressioni statunitensi e la situazione sul terreno potrebbero indurre Netanyahu ad accantonare la strategia anti iraniana per favorire un intervento rivolto ad eliminare la presenza alqaidiste nel Golan.

10) MEDIARE SULL’UCRAINA E COINVOLGERE PUTIN
Vladimir Putin è anche un nemico giurato del terrorismo islamista. Non a caso centinaia di ceceni combattono in Siria tra le fila dell’Isis e degli altri gruppi jihadisti. Una ricomposizione della crisi ucraina potrebbe spingere Putin a impegnarsi direttamente al processo di riconciliazione in Siria e facilitare il confronto con l’Isis sul terreno.

Bravo Micalessin su LaStampa. Obama è un vero cataclisma in politica estera, vien quasi da pensare che lo faccia apposta …